Commissioni paritetiche per l’attuazione degli statuti delle Regioni ad autonomia speciale

Le cinque Regioni italiane che "dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale" (art. 116 Cost.) sono definite Regioni a statuto speciale. Esse sono:

  • Friuli Venezia Giulia: statuto approvato con L. Cost. 31 gennaio 1963, n. 1;
  • Regione siciliana: statuto approvato con Regio D. Lgs. 15 maggio 1946, n. 455, convertito in L. Cost. dalla L. Cost. 26 febbraio 1948, n.2;
  • Sardegna: statuto approvato con L. Cost. 26 febbraio 1948, n. 3
  • Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste: statuto approvato con L. Cost. 26 febbraio 1948, n. 4;
  • Trentino-Alto Adige/Suedtirol: statuto approvato con L. Cost. 26 febbraio 1948, n. 5, successivamente revisionato con L. Cost. 10 novembre 1971, n. 1 (D.P.R. 31 agosto 1072, n. 670).

Lo svolgimento dei principi stabiliti dagli Statuti speciali, per le materie e gli ambiti previsti, vengono definiti con l’emanazione di “Norme di attuazione", approvati da un apposito organismo denominato "Commissione paritetica" e pubblicati con la forma di decreto legislativo.

 

Le Commissioni paritetiche per l’emanazione delle norme di attuazione degli statuti delle regioni ad autonomia speciale, sono espressamente previste e disciplinate dai relativi statuti:

  • Commissione paritetica per la Regione Friuli Venezia Giulia (art. 65/S),
  • Commissione paritetica per la Regione Sardegna (art. 56/S)
  • Commissione paritetica per la Regione siciliana (art. 43/S)
  • Commissione paritetica per la Regione Valle d'Aosta (art. 48-bis/S)
  • Commissione paritetica per la Regione Trentino-Alto Adige c.d. “dei dodici” (art. 107/S) e, nel suo ambito, una ulteriore Commissione paritetica c.d. “dei sei” che opera per le competenze della provincia autonoma di Bolzano.

Le Commissioni, in quanto paritetiche, sono composte da un eguale numero di membri di nomina statale e di nomina regionale. Quelli di nomina regionale sono espressi dai rispettivi Consigli regionali e provinciali per Trento e Bolzano. La nomina dei componenti di parte statale, per consuetudine costituzionale, è demandata al Governo, nella persona del Presidente del Consiglio dei ministri e, per sua delega, al Ministro per gli affari regionali.

Il decreto di costituzione delle Commissioni paritetiche rimesso al Ministro per gli affari regionali assume quindi, per prassi, una duplice valenza: dichiarativa-ricognitiva rispetto alla componente regionale, di valore sostanziale di nomina per i membri designati dallo Stato.

I componenti di una Commissione paritetica possono essere confermati o sostituiti ad ogni cambio di Governo statale o regionale, o quando se ne presenti la necessità istituzionale. Di prassi, nella prima riunione di insediamento, la Commissione nomina il Presidente, individuato tra i componenti stessi.

In ordine alla natura giuridica, le Commissioni paritetiche sono un organo consultivo e, nel contempo, "uno strumento di collaborazione e raccordo tra Stato e Regioni ad autonomia speciale finalizzato alla ricerca di una sintesi positiva tra posizioni ed interessi potenzialmente diversi" (sentenza Corte Costituzionale n. 109 del 1995).

Le norme di attuazione degli statuti di autonomia occupano una posizione del tutto peculiare nell’ambito della gerarchia delle fonti, incontrando il solo e duplice limite del rispetto dello Statuto e della Costituzione. Definite dalla Corte costituzionale come ordinarie norme aventi forza di legge esse prevalgono sulla legge statale, in ragione del carattere “riservato e separato” che lo Statuto speciale attribuisce a tale fonte. Sono norme poste e rinnovate se lo richiedono il compiuto svolgimento dei principi desumibili dallo Statuto e l’aggiornamento degli ordinamenti regionali differenziati.

La proposta di norma di attuazione formulata dalla Commissione è “intangibile” nel senso che il Governo (Consiglio dei Ministri) può accogliere o meno la medesima ed adottarla nella forma del decreto legislativo, ma non può modificarla nella sostanza (uniche modifiche e/o integrazioni ammissibili sono di natura formale).

Gli schemi di decreti legislativi che recepiscono le norme di attuazione, una volta istruiti e licenziati dalla Commissione paritetica, vengono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, successivamente promulgati dal Presidente della Repubblica e trasmessi al Ministero della giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Gli statuti delle Regioni Sardegna e Valle d’Aosta prevedono, altresì, che lo schema di decreto legislativo licenziato dalla Commissione paritetica venga trasmesso al Consiglio regionale per il previsto assenso prima che lo stesso venga sottoposto all’esame del Consiglio dei Ministri.

 

 

Di seguito, per ciascuna Regione a statuto speciale, il D.M. di costituzione della Commissione paritetica nonché l’elenco dei decreti legislativi concernenti le norme di attuazione pubblicati nel corso della XVII legislatura (Governo Renzi e Governo Gentiloni):

 

Friuli Venezia Giulia

DM del 13 febbraio 2017 Commissione paritetica (file .pdf)

DM del 3 marzo 2017 Commissione paritetica integrazione al DM 13 febbraio 2017 (file .pdf)

norme di attuazione >>

 

Sardegna

DM del 7 ottobre 2014 Commissione Paritetica (file.pdf) (file .pdf)

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Regione siciliana

DM 4 novembre 2014 Commissione Paritetica  (file .pdf)

norme di attuazione >>

 

Trentino-Alto Adige/Suedtirol

DM del 18 marzo 2014 Commissione paritetica (file. pdf)

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Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

DM del 13 febbraio 2017 Commissione paritetica  (file . pdf)

norme di attuazione >>

 


Sul sito della Camera dei deputati si possono consultare provvedimenti emanati dal 1996 al 2010: Decreti Legislativi attuativi di statuti delle Regioni a statuto speciale 

 


Emolumenti

Ai sensi dell’articolo 1 della legge 2 agosto 2002, n. 183, recante “Disciplina degli emolumenti per i componenti di nomina statale delle Commissioni paritetiche previste dagli Statuti delle regioni a statuto speciale” a decorrere dal 1° gennaio 2002, ai componenti di nomina statale delle Commissioni paritetiche previste dagli Statuti delle regioni a statuto speciale spetta una indennità mensile lorda determinata con decreto dal Ministro per gli affari regionali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, comprensiva della partecipazione alle riunioni e delle connesse attività di studio e consulenza, nonché il rimborso delle spese e l'indennità di trasferta secondo le disposizioni riguardanti i pubblici impiegati.

Con decreto del Ministro per gli affari regionali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 14 luglio 2013, è stata fissata in Euro 871,00 lorde l’indennità mensile spettante a ciascun componente di nomina statale delle Commissioni paritetiche e la somma aggiuntiva di Euro 140,00 lorde al componente di nomina statale che riveste la carica di Presidente (art.1, commi 1 e 2).

Detta indennità viene corrisposta a condizione che la Commissione paritetica si sia riunita almeno tre volte l’anno (art. 3, comma 2). 

 

Dal 2015, le indennità mensili lorde per i Componenti di nomina statale e per coloro che - tra questi - assumano la carica di Presidenti sono state così rideterminate:

  • per i Componenti: € 666,32;
  • per i Presidenti:    € 773,42.

 

 

 

 

>>> Ufficio per le autonomie speciali e per l’esame di legittimità costituzionale della legislazione delle Regioni e delle Province autonome