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Interpretazione autentica dell’articolo 8, comma 2 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria). (5-12-2019)
Calabria
Legge n.53 del 5-12-2019
n.135 del 5-12-2019
Politiche socio sanitarie e culturali
30-9-2020 / Rinuncia impugnativa
Nella riunione del 29 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri ha deliberato l'impugnativa della legge della Regione Calabria n. 53 del 5 dicembre 2019 recante " Interpretazione autentica dell’articolo 8, comma 2 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria)”, per violazione degli artt. 41 e 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione.
E’ stata sollevata questione di legittimità costituzionale con riferimento all’art. 1, che, nel fornire l’interpretazione autentica dell’art. 8, comma 2, della l.r. n. 48/2019 concernente i requisiti dell’impresa funebre per l’esercizio della propria attività che possono essere ottenuti ricorrendo ad accordi con altre imprese funebri, chiarisce che tali accordi devono, a pena di nullità, essere realizzati stabilmente e non in modo temporaneo. Tale disposizione interpretativa restringe indebitamente l'accesso al mercato funebre.
Successivamente la Regione Calabria, con l’art. 2 della legge regionale 2 luglio 2020 n. 14, recante “Materia funeraria e di polizia mortuaria, modifiche alla legge regionale 48/2019 e abrogazione della legge regionale 50/2019”, ha abrogato la legge regionale n. 53/2019.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 29 luglio 2020, ha deliberato la non impugnativa della legge regionale n. 14/2020.
Pertanto, considerato che appaiono venute meno le ragioni che hanno determinato l’impugnativa della legge in oggetto, su parere conforme del Ministero della giustizia e a seguito di comunicazione da parte della Regione della mancata applicazione della disposizione censurata, sussistono i presupposti per rinunciare al ricorso.
Si propone pertanto la rinuncia totale all'impugnazione legge della regione Calabria n. 53 del 5 dicembre 2019.
29-1-2020 / Impugnata

La legge della Regione Calabria n. 53 del 5/12/2019, recante “Interpretazione autentica dell’articolo 8, comma 2 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria)” presenta profili d’illegittimità costituzionale con riferimento all’art. 1 per violazione degli articoli 41 e 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione.


L’art. 1 della legge in esame fornisce l’interpretazione autentica dell’articolo 8, comma 2, della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48, recante “Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria”. Detto articolo 8, che stabilisce i requisiti necessari alle imprese funebri per l’esercizio della relativa attività, prevede, al comma 2, che le imprese funebri possano ottenere tali requisiti anche ricorrendo ad accordi con altre imprese funebri certificate.
Ciò premesso, l’art. 1 della legge in esame, al fine di chiarire la portata di tale ultima previsione, dispone che: “Il comma 2 dell'articolo 8 (Requisiti dell'impresa funebre e dei soggetti ad essa collegati) della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria) va interpretato sottintendendo che gli accordi previsti nel suddetto comma, devono, a pena di nullità, essere realizzati stabilmente e non in modo temporaneo, sotto la forma del consorzio, di società consortili o di altra forma di società di persone o capitali, nelle forme previste e regolamentate dal Codice civile e dalle norme vigenti in materia di commercio”.
Tale norma regionale, che, nel fornire l’interpretazione autentica del secondo comma dell'art. 8, prevede, a pena di nullità, la stabilità dell'accordo posto in essere per l'esercizio dell'attività di impresa funebre si pone in contrasto con il principio del libero accesso al mercato, materia demandata alla legislazione esclusiva statale dall’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione, sia il principio di libertà dell’iniziativa economica privata, in violazione dell’art. 41 della Costituzione.
La norma in esame si pone in contrasto in particolare con quanto stabilito dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con il parere AS 1153 del 6 novembre 2014 - reso in ordine alla legge regionale della Campania n. 12/2001, recante "Codice delle attività e delle imprese funebri", come modificata dalla I. r. 25 luglio 2013, n. 7 - alla stregua del quale l'imposizione di “un vincolo organizzativo rigido è suscettibile di restringere indebitamente l'accesso al mercato...".

Per i motivi esposti la norma sopra indicata deve essere impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell’art. 127 della Costituzione.

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