Tutela delle Minoranze linguistiche: istruttoria e attività di supporto

Definiti i nuovi criteri per la ripartizione dei fondi per la tutela delle minoranze linguistiche storiche per il triennio 2020-2022 sono contenuti nel DPCM del 15 novembre 2019, registrato alla Corte dei Conti il 10 dicembre 2019, pubblicato in Gazzetta ufficiale del  3 gennaio 2020,  n. 2

 

Il presente decreto conferma, in massima parte, le precedenti prescrizioni apportando, tuttavia, qualche minimale innovazione che di seguito si illustra.

Articolo 3 – comma 4

La soppressione del comma 4, che prevedeva la riduzione della durata dei progetto da 12 ad 8 mesi nel caso di enti che avevano in corso progetti con un ritardo di tre o quattro anni rispetto all’annualità corrente, dopo 6 anni di vigenza della norma, equivalenti a circa 2 anni di recupero temporale, trova fondamento nell’avvenuto riallineamento tra annualità di finanziamento e annualità di effettivo svolgimento del progetto.

Articolo 4 – comma 4

La clausola con la quale si prevede l’esclusione dalle successive ripartizioni dei fondi per gli enti che, senza giustificato motivo, non abbiano realizzato il progetto in base agli esiti delle ultime due ultime rendicontazioni concluse, viene estesa ai casi in cui l’invio dei rendiconti finali alle regioni non avvenga entro 60 giorni dalla conclusione delle attività progettuali. Tale misura, che sarà operativa dall’annualità 2021, è il primo passo in direzione di un più ampio intervento mirato a ridurre drasticamente il forte ritardo tra la conclusione delle attività progettuali e la trasmissione, da parte degli enti locali alle Regioni e dalle Regioni a questo Dipartimento delle rendicontazioni finali.

Rimangono invariate tutte le altre disposizioni. 

Il Dipartimento per gli affari regionali cura la ripartizione dei fondi per il finanziamento annuale dei progetti in loro favore presentati dalle amministrazioni statali e dagli enti locali ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge  n. 482 del 15 dicembre 1999. Le modalità di assegnazione sono descritte in un Regolamento di attuazione (Dpr. n. 345 del 2 maggio 2001, art. 8).

Il Comitato tecnico consultivo per l'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche

Il "Comitato tecnico consultivo per l'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche", è stato istituito il 17 marzo 2000 con decreto del Ministro per gli affari regionali ed è previsto dal Regolamento della legge n. 482 (Dpr. n. 345 del 2 maggio 2001, art. 12). E' un organo consultivo che esprime un motivato parere sulla istruttoria per le domande di finanziamento svolta dal Dipartimento per gli affari regionali con l'assistenza della Commissione di valutazione. Il Comitato si esprime anche sulle questioni che possono insorgere nell'applicazione della legislazione in materia di minoranze linguistiche.

Il Comitato è composto da rappresentanti delle amministrazioni dello Stato direttamente interessate al problema delle minoranze, da un rappresentante dell'Autorità di garanzia nelle comunicazioni, da rappresentanti dell'ANCI, dell'UPI, della Conferenza delle regioni e delle province autonome, del Comitato federativo delle minoranze linguistiche d'Italia (CONFEMILI), e da cinque esperti nominati dal Ministro, uno dei quali ha funzioni di coordinatore. Per i componenti non è previsto compenso né gettone di presenza.

 

 

 

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